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Naturale e organico dalla terra del Cerasuolo di Vittoria


Cerasuolo di Vittoria - Principuzzu

Il nome deriva dal termine vezzeggiativo con il quale erano soliti chiamare il piccolo Vincenzo Paternò Castello, la madre, Donna Eleonora Paternò, il padre Ignazio e Fra' Michele Strano, prete, cappellano e precettore presso la nobile famiglia dei Paternò Castello, nonchè tutti gli abitanti del feudo. Nonostante la connotazione del nomignolo (relativa alla giovane età del principe), il tale Vincenzo risulta essere il più grande principe della suddetta famiglia


Riconoscimento: Denominazione di origine controllata e garantita
Vitigni: 60 % Nero D'Avola 40% Frappato di Vittoria
Zone di produzione: Sicilia- Vittoria (Ragusa)
Sistema di allevamento: Controspalliera e alberello con capo a frutto a 70 cm dal suolo
Gradazione: 13,5 % Vol.
Invecchiamento e affinamento: Acciao per 12 mesi e affinamento in bottiglia per nove mesi
Caratteristiche sensoriali: Colore rosso rubino con riflessi violacei, sentori di more e lamponi molto maturi e accenni di spezie come liquirizia e cacao, al palato intenso e corposo Temperature di fermentazione: 22°-27°
Epoca di vendemmia: Fine settembre



Secondo Lorenzo Giannone, miglior sommelier fisar 2008:

Un nome caro "PRINCIPUZZO" esprime l'appartenenza la suo territorio
Presso l'azienda vinicola Biscaris si producono, con impegno e spirito di conservazione, diversi vini che raccontano molto circa il proprio territorio già noto pe l'eleganza e la raffinatezza dei suoi prodotti.

Fra le varie produzioni dell'azienda spicca il Cerasuolo di Vittoria DOCG, in produzione dal 2005. A disegnarne l'importanza il nome "PRINCIPUZZO" dal dialetto piccolo principe (in ricordo del giovanissimo Vincenzo Paternò Castello) ovvero giovane e nobile. E' infatti questa l'idea con la quale si possono esprimere le caratteristiche di questo vino che appena versato nel calice si presenta subito di un colore rosso rubino tendente al violaceo (caratteristiche del cerasuolo ancora giovane dalla sua somiglianza al colore della ciliegia "in dialetto cerasa").

Di una fase olfattiva intensa vinosa e fruttata, che comunica piacevoli sensazioni di amarena e more di rovo, accompagnati da note speziate volgenti al tabacco. In bocca poi si fa sentire rotondo, giustamente tannico e strutturato, di buon equilibrio. Dal retrogusto persistente leggermente amarascato che si traduce presto in sensazioni di frutti di bosco, prerogativa quest'ultima che riguarda molte produzioni di nero d'Avola e frappato provenienti da quella zona che si estende tra Acate e Licodia Eubea, lungo il fiume Dirillo, da cui provengono parte delle uve impiegate.
Facilmente riconoscibile dunque è l'appartenenza al suo territorio che insieme alla sua finezza e complessità fanno di questo vino un'espressione di autentica originalità che si distingue dal resto delle produzioni.
Adatto ad accompagnare in tavola molte pietanze della cucina siciliana a base di selvaggina, carni rosse e pollami (anche arrosto), si esalta in modo particolare con i formaggi freschi (es. la provola ragusana).

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